Lettera del Segretario Generale Fisascat Cisl Davide Guarini alle iscritte e agli iscritti

Mercoledì, 23 Dicembre, 2020

Care iscritte, cari iscritti,

l’imminenza delle festività natalizie e di fine anno di questo particolarissimo 2020 induce ciascuno di noi a qualche necessaria riflessione su quanto abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo.

Un anno eccezionale, quello che sta per concludersi, e che ha tragicamente cambiato il corso della vita di migliaia di famiglie in Italia e nel mondo.

L’epidemia da Covid-19 ha spezzato il fitto tessuto delle nostre relazioni, dei nostri rapporti; l’intero Paese, si è scoperto vulnerabile e inadeguato.

I luoghi della socialità si sono rivelati all’improvviso ed inaspettatamente insicuri a causa del virus e, spesso, a loro volta, focolai del nemico subdolo ed invisibile contro il quale la battaglia ingaggiata ormai quasi da un anno prosegue senza pause ed a ritmo incessante.

Questa epidemia ha provato a far cambiare carattere a tutti quei luoghi che, sino a prima che la triste contabilità quotidiana di nuovi contagiati e di decessi divenisse una tetra costante, erano i “nostri posti”: i luoghi di lavoro, le assemblee e le riunioni sindacali, le manifestazioni, i presidi e gli scioperi, i tavoli di trattativa ed i sit-in.

I posti del nostro quotidiano agire, deprivati della presenza umana, si sono trasformati in ambienti desolati o veri e propri non-luoghi, dove l’assenza della persona è diventata la presenza più ingombrante e fastidiosa. Piazze e strade vuote di gente, saracinesche di esercizi commerciali abbassate, scuole ed uffici pubblici vuoti, a fare da scenario surreale a giorni, settimane e mesi, votati ad un confino domestico fatto di interminabile attesa. Le acute e penetranti sirene delle ambulanze, costante colonna sonora degli ultimi tragici istanti di vita per molti, riecheggiano ancora oggi e non paiono volersi spegnere.

Nel tempo, fattosi ad un tratto rallentato e sordo, che abbiamo attraversato e che ancora viviamo, le donne e gli uomini della Fisascat-Cisl sono riusciti, col loro impegno, la loro generosità, il loro valore, ad affermare, contro ogni cinico pronostico, sulla desolazione e la resa, la superiorità dell’Umanità nella naturalezza e semplicità dei gesti soliti e nella quotidiana attività di chi fa non un mestiere, ma opera per gli altri.

Nella desolazione totale e anche quando ogni pensiero sul futuro si colorava di tinte funeree, quel barlume di Umanità, scaturente dalla nostra Comunità, ha sancito l’affermazione definitiva della solidarietà vissuta come esperienza concreta e militante.

In questo anno che sta per concludersi siamo cambiati restando fedeli e coerenti con la parte migliore di noi, ovverosia con ciò che facciamo assieme per le nostre iscritte ed i nostri iscritti.

Le nostre donne ed i nostri uomini non si sono rinserrati in un apatico distacco da ciò che tragicamente avveniva, ma, consci dei limiti e delle contraddizioni insiti sia alla nostra natura che al tempo presente, sono ripartiti dall’impegno ogni volta che la sconfitta assumeva il retrogusto della disfatta.

Sì, le donne e gli uomini della Fisascat Cisl hanno risposto “presente!”, e all’unisono, per assistere, aiutare e, a volte, consolare, lavoratrici e lavoratori che, oltre ai problemi che abitualmente si riscontrano nella quotidianità lavorativa di tutti, hanno dovuto far di conto - e ancor oggi debbono vedersela - con gli effetti nocivi che questa dannata crisi produce.

I volti dei nostri dirigenti, paradossalmente più consueti grazie alle tante video canferenze, ci parlano di un’attività incessante spesa nelle periferie, nel rapporto continuo e fitto con ciascuno di voi, care iscritte e cari iscritti, che siete e rimarrete per ciascuno di noi, che abbiamo l’onore immenso di rappresentarvi, il senso irriducibile e totalizzante del nostro operare.

Il Sindacato, il nostro Sindacato, non sarà piegato nemmeno dalla pandemia, e non per particolari poteri sovrannaturali, ma perché esiste e resiste in tutti voi e nella libera scelta, sempre attuale, che si rinnova ogni volta che dei lavoratori si organizzano e si impegnano nel sindacato riformista che noi tutti assieme quotidianamente incarniamo e che sa che in ogni lavoratore c’è soprattutto una Persona.

Il nostro saldo ancoraggio è la nostra gente, ovverosia ciascuno di voi, nessuno escluso.

Il nostro unico fine è da sempre - e tale resterà per il futuro - dare alle lavoratrici ed ai lavoratori che verranno dopo di noi una Fisascat Cisl sempre più forte ed autorevole, perché siamo consci che quello che facciamo tutti assieme per le lavoratrici ed i lavoratori di oggi renderà più forti anche le lavoratrici ed i lavoratori di domani.

É l’Umanità, l’orizzonte e il senso a cui si ispira l’operare quotidiano della Fisascat Cisl: passi decisi nella concretezza dell’oggi per preparare un futuro di progresso e solidarietà. Come sosteneva il filosofo e pensatore Immanuel Kant, per noi varrà sempre il principio che ci spinge ad agire considerando l’umanità sia nella propria persona che in ogni altra, sempre anche come scopo, e mai come semplice mezzo.

Chi ci crede come ci crediamo noi, anche se ancora non lo sa, è destinato ad incontrarci, prima o poi, sulla sua strada.

Auguri a tutte e a tutti voi.

Davide Guarini