ACCOGLIENZA, CHIUDE IL CARA DI CASTELNUOVO DI PORTO. LA CISL E LA FISASCAT IN CAMPO

Giovedì, 24 Gennaio, 2019

Roma, 24 gennaio 2019 - Migranti e accoglienza, chiude il Centro Accoglienza richiedenti Asilo di Castelnuovo di Porto alle porte di Roma. Sono questi i primi effetti del Decreto Sicurezza voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Delle 535 persone ospiti della struttura modello per l’accoglienza, in attesa del permesso di soggiorno, 305 saranno trasferiti nei Cas, i Centri di Accoglienza Straordinaria di altre Regioni. Pesanti anche le ripercussioni occupazionali per i 120 operatori a tempo indeterminato dipendenti della struttura gestita da 5 anni dalla Cooperativa Auxilium e che hanno contribuito alla creazione di un modello di accoglienza e di integrazione fatto di progetti educativi, inserimento scolastico, corsi ricreativi, lavori socialmente utili e collaborazioni volontarie. Complessivamente sono oltre 10mila le posizioni lavorative a rischio in tutta Italia che per effetto del Decreto Sicurezza potrebbe essere cancellato. Il fronte sindacale compatto scende in campo: la Cisl e la Fisascat sono in prima linea per esprimere sconcerto e indignazione. Il segretario confederale Cisl Andrea Cuccello parla di «una duplice ecatombe: umanitaria ed occupazionale» perchè – spiega il sindacalista, corriamo il rischio di assistere ad un ‘nuovo’ esodo di donne, bambini, uomini che dopo aver abbandonato già una volta le proprie terre, rischiano adesso di rimanere di nuovo senza casa in sfregio ai modelli di integrazione che proprio a Castelnuovo sembravano aver trovato un sano equilibrio tra politica, associazionismo, popolazione locale». La Cisl – aggiunge - chiede con forza al Governo di fermarsi e di confrontarsi per evitare inutili e preoccupanti tensioni sociali che di sicuro non potranno essere risolte a suon di slogan o di hashtag da social network». «La Fisascat di Roma capitale Rieti - spiega Giovanna Catizone della segreteria sindacale della categoria cislina – sin dalla prima ora rimane accanto ai lavoratori che hanno presidiato il ministero dello Sviluppo Economico per sollecitare il ministro Di Maio a definire un intervento e prendere un impegno volto alla tutela occupazionale».